Boom bici elettrica: il mercato acclama la sostenibilità in strada

bicicletta a pedalata assistita

Il mercato della bici elettrica in Italia ha conquistato tutti e, come si legge dalle principali testate nostrane, gode di ottima salute. I dati analizzati riguardano il 2020, un anno difficile e turbolento per il quale tanti settori economici hanno sofferto e soffrono una durissima crisi.

Per contro tanti altri mercati, come quello della bici elettrica, si trovano a vivere un momento di grande popolarità come vedremo tra i dati pubblicati dal report di ANCMA, l’Associazione Nazionale Ciclo Motociclo Accessori.

Il report dell’ANCMA sul mercato eBike

Stando al report ripreso da varie testate giornalistiche nazionali, infatti, sono state vendute solo nel 2020 qualcosa come 2 milioni di bici in tutto il mondo. Le vendite hanno comportato un incremento pari quasi al 20% rispetto all’anno precedente e, per l’Italia, il trend cresce su base annua del 44% con 280 mila eBike vendute complessivamente.

Tra le ragioni che più tra tutte hanno concorso allo sprint della bici elettrica nel nostro Paese e nel mondo c’è stato lo scoppio dell’epidemia di Covid. Questo avrebbe comportato un certo desiderio di mobilità sicura e sostenibile, capace di mantenere il distanziamento sociale difficile da garantire sui mezzi pubblici.

Molte persone dopo mesi e mesi di coprifuoco hanno riscoperto il piacere di muoversi all’aria aperta e di spostarsi con agilità all’interno di comuni e centri urbani.

La bici elettrica è stata incentivata anche dal Bonus Mobilità istituito dal Governo ma tra i fattori più impattanti c’è stata sicuramente la voglia di stare all’aria aperta e di schivare il traffico con un mezzo sicuro, veloce e sostenibile.

Un punto di partenza e non di arrivo

Le bici elettriche, dunque, sono state le protagoniste indiscusse del mercato negli ultimo due anni. Si pensi che in soli cinque anni questo genere di bici ha quintuplicato i numeri di vendita e i fatturati con una crescita che è passata da cinquantamila pezzi a quasi trecentomila riscontrati nel 2020. Questi dati non costituiscono certo un traguardo di sostenibilità ma un buon punto di partenza.

I risultati eccezionali che il nostro mercato ha riscontrato non devono essere interpretati come un successo fine a sé stesso. Il monito proviene da Paolo Magri, presidente dell’Associazione che ha diffuso il report delle vendite. Egli ritiene infatti che di pari passo alla diffusione della bici elettrica debbano essere messi a punto investimenti culturali, legali e infrastrutturali tali da garantire la sicurezza dei cittadini in strada ed il rispetto delle regole.

Un occhio di riguardo anche per le aziende del settore

Inoltre non bisogna dimenticare che tali dati debbano necessariamente essere messi in confronto con le aziende italiane operanti in questo settore. Rispetto ai dati di ANCMA sul report del mercato per il 2020 si sono registrate crescite e picchi di produzione con cali della produzione (e quindi anche di vendite all’estero e in italia) delle bici “muscolari”, ovvero quelle tradizionali.

Un compito importante delle amministrazioni è proprio quello di accompagnare il mercato e i consumatori verso un nuovo concetto di sostenibilità dei trasporti e di certificazione delle aziende. Serve un controllo ferrato che premi le case produttrici certificate e le aziende in grado di offrire le migliori soluzioni di mobilità per la sicurezza di tutti i cittadini.